sabato 14 settembre 2013

Egemonia culturale berlusconiana?

Il berlusconismo e l’ “egemonia di default”

di Fedrico Repetto

1.Alcune premesse
Qui non si parla dei presunti effetti della comunicazione mediale, ma delle possibilità di influenza da parte della cultura pubblicitaria sull’educazione-formazione neotelevisiva dei giovani. La questione delle sproporzionate possibilità di iniziativa e di influenza da parte di una minoranza di privati (proprietari dei media e inserzionisti) sull’educazione dei giovani, piuttosto che come una questione di sociologia della comunicazione, va trattata come una questione costituzionale e politica. Come questione costituzionale: lo Stato ha rinunciato ai suoi compiti educativi e ha accettato che una piccolissima minoranza avesse un diritto spropositatamente ampio di accesso all’educazione dei cittadini. Come questione politica: è l’egemonia culturale che rende possibile un consenso generalizzato a tutta una serie di politiche. L’egemonia non è intesa come pura capacità manipolatoria di determinare i significati della convivenza sociale, ma come capacità di controllare l’agenda, i temi, il linguaggio della comunicazione pubblica e di inserirsi in modo propositivo nel processo educativo delle nuove generazioni, in un rapporto circolare in cui non è solo l’emissione che è importante, ma anche la capacità di ascolto e di feedback dei poteri emittenti rispetto a un pubblico minorile attivo. Naturalmente non si tratta dell’egemonia di una classe, ma di un’egemonia di élite o di un gruppo di élite.