mercoledì 18 gennaio 2012

Essere Giorgio Bocca

"Seratine di piacere in casa Berlusconi"
di Giorgio Bocca -  Frizzer - Frigidaire, giugno 1985

Non sono mai stato uno di quei moralisti che piangono per l'esistenza dei network, della libera concorrenza e del denaro, anzi mi sono sempre adeguato al mutare dei tempi, cercando di vivere decorosamente e in agiatezza senza troppo sottilizzare su chi mi dava pane e companatico.

Ma - nonostante ciò - sento oggi la necessità di parlare di una storia che ho saputo grazie alle intime confidenze di un'amica, ricca e facoltosa signora della borghesia lombarda.


A quanto mi ha raccontato la mia amica, persona in tutto degna di fede, il dottor Silvio Berlusconi, il famoso proprietario delle TV private più importanti e di numerosi giornali a grande tiratura, come il famigerato TV Sorrisi e Canzoni, organizza periodicamente a casa sua delle "seratine televisive".

Il titolo curiosamente familiare nasconde in  realtà un gioco di società assai divertente e appetitoso che il geniale imprenditore piduista ha inventato per sé e per i suoi più fidati amici (qualche socialista cocainomane, qualche industriale, qualche mafioso). Il gruppo, riunito come in un  racconto del marchese De Sade davanti alla TV, sceglie ogni sera, tra presentatrici, ballerine e showgirls dei programmi di Retequattro, Italia1 e Canale 5, quelle che dovranno essere chiamate a soddisfare le voglie dei presenti in un  crescendo di situazioni viziose.

Basta poi una telefonata del boss e ai direttori di rete mandano a casa Berlusconi, impacchettate e pronte a tutto, le schiave della serata. Programmi specificamente allestiti, come Viva le donne, M'ama non m'ama, Drive In, ecc. assicurano il giusto flusso di carne fresca per il "divino Silvio".

Ora io non voglio fare un discorso moralista, né spezzare una lancia a favore della castità. Riconosco al dottor Berlusconi un grande senso pratico in queste faccende e non discuto neppuere sul fatto che lui si diverta così. Ma non posso non sentirmi infastidito se penso che, tra i tanti "amici" che sono stati invitati a godersi le ballerine e le presentatrici, il mio nome non figura mai.

L'Italia è proprio un paese in cui il merito viene spesso calpestato e dove trionfa l'ipocrisia, il partitismo, il denaro. Sono andati a passare qualche ora da Berlusconi, ora presidenti del consiglio, ora presidenti di banche, ora camorristi, ora rapitori e riciclatori di denaro sporco, ora trafficanti di cocaina, ora assassini prezzolati, ma non è mai stato invitato nessun uomo di cultura, nessun intellettuale e - senza voler essere demagoghi - nessun proletario.

Come mai? Eppure - faccio notare - io, come tanti altri intellettuali, lavoriamo per Berlusconi, partecipiamo ai suoi programmi, rendiamo culturalmente accettabili anche le puttanate più forti del network. E credo che ci meriteremmo almeno una piccola ballerina.

Parlo per me, ma penso di interpretare anche il pensiero dei colleghi Arrigo Levi e Guglielmo Zucconi, nonché Maurizio Costanzo dell'Occhio Nero - pur essendo il più brutto di tutti noi -, che comunque fa storia a sé, essendo nato in passato e forse ancor ora, membro della stessa loggia dei boss.

Mi si potrebbe obiettare: perché non telefoni tu stesso ai direttori dei programmi per farti mandare a casa presentatrici e gnoccolone varie? Inutile, ho provato, per scrupolo di cronista, a fare dei tentativi. Ogni volta mi sono sentito sghignazzare in faccia. Insomma senza un invito di Berlusconi non riuscirò mai a partecipare a una vera serata di piacere.

E questo, come ex partigiano e come uomo, mi secca abbastanza. Devo pensare che la colpa vada attribuita al mio maledetto riportino, che certe volte il vento agita fino a mostrare il bianco della pelata?

Riportino sì o no, dispiace che un imprenditore così accorto come Berlusconi sottovaluti gli intellettuali, proprio quando si tratta di spartirsi "la gnocca".


Qui l'articolo originale

32 commenti:

  1. Gran pezzo di giornalismo, grande George.

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  2. Ho imparato ad apprezzare Giorgio Bocca.
    Cambiando alcuni nomi/programmi sembrerebbe scritto qualche mese fa e invece addirittura io nacqui 4 mesi dopo la pubblicazione.

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  3. Sarà mica invidia per Silvio? ;)

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  4. Passano gli anni ( e ne sono passati parecchi ) ma la storia e' sempre quella ! Donne mercificate, uomini che pagano per ricevere sesso e attenzioni, e un pervertito che ha guidato per anni il nostro paese stravolgendone i valori ! E non mi riferisco solo al sesso, ma a ciò che siamo diventati, e cioè persone del futile, dell'apparenza, persone da quiz televisivi, persone che entrano in politica come se entrassero al Grande Fratello... quest'articolo sembra scritto ieri, non solo per i contenuti, ma per lo stile, per il linguaggio, per l'ironia e per la grande "naturalezza" che porta il lettore quasi quasi a dispiacersi per il mancato invito del caro Bocca ! Ma oggi saremmo ancora liberi di scrivere articoli come questo?

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    1. Sono molto daccordo con te. Oggi siamo molto meno liberi, questo è triste.

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  5. Heee, George. Complimenti per la tua scelta di postare questo articolo. Il tuo parere però qual è? Ciao ;) -Nora*-

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    1. Pure io invidia per il pene di Mister B Bocca grande in questo.

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  6. Come si fa a non essere d'accordo con Bocca ? Anche se il tempo non gli avesse dato ragione (e i fatti sono lì a dimostrarlo), questo articoletto ironico ne dimostra tutta la sua intelligenza e gli avrei dato ragione a prescindere.
    Ma credo che la realtà sia andata anche oltre alla sua fantasia.

    Un abbraccio.

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    1. Si, la realtà ha superato la fantasi, molta fantasi, troppa realtà.

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    1. Haio, ti ho saltato, con questi così nuovi rispondi-personale è facile. Comunque, cert, very, very interesting.

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  8. in fondo, tra Bocca e le bocchinare al nostro paese interessano solo le seconde: per questo boccheggia in agonia...

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    1. Bè pero ben che mica tutti la pensino così, sennò si che finiamo tutti a puttane! (e noi femminucce? si può dire finire a gigolò?)

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    2. Ah, ah, ah, grande Zio
      @Nora Rispondo alla tua risposta: credo di sì, se c'è vera parità.

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  9. Grande Bocca, incazzato fino all'ultimo.
    E in questo articolo è contemporaneamente ironico, critico e sincero.
    Avercene...

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  10. Zio Scriba ha le idee chiare quasi quanto Bocca!! :p

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    1. Ah, ah, ah, chiarissime tutti e due. Ma uno forse ...dico dopo.

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  11. Uno dei pochi giornalisti che faceva il giornalista e non i pennivendolo.

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  12. ciaooooo nel mio blog c'è una bella sorpresa per te ^_^

    al seguente indirizzo http://dollyrockerstyle.blogspot.com/2012/01/grazie-mille.html

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    1. Cara Dolly, io adoro le sorprese... corro subito a vedere, e scusa il ritardo.

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  13. Vabbè.. Giorgio Bocca ne sapeva a Tronchi... Un anticipatore...

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    1. Troppo anticipatore? .... vedremo.

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  14. TUTTI
    In realtà il pezzo è un falso di quelli di Frigidaire di Sparagna e soci, famosi per fare dei falsi di altri articoli, di altri giornali, di altri giornalisti. La data di pubblicazione è però vera, giugno 1985, e questo colpisce molto. Io quando ho letto il pezzo, come voi ho creduto fosse veramente Bocca, poi girando in rete ho scoperto. Veramente bravi, no?

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  15. Uno dei pochi, veri, giornalisti italiani ... con questo tuo post hai saputo dargli l'importanza che merita! complimenti!

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